set 26 2011

Austria take 3

Take 3? E le altre volte? Beh, la prima mi hanno rubato la GoPRO (pirla io), la seconda ho fatto Livigno/Svizzera/Austria in un weekend per ricomprarmela a basso prezzo (si, certo, basso prezzo se non contiamo i 1600km di viaggio, ma è un altro discorso :P), e questa è la terza e finalmente ho qualcosa da pubblicare. L’itinerario originale era più esteso, ma causa maltempo mi sono giocato Sabato Domenica e Lunedì :(

Per quelli che non vogliono leggere il report ho preparato velocemente un video, e qui ci sono le foto.

 

PRIMO GIORNO [mappa]

Partenza con molta calma da casa , prima e unica tappa (ormai fissa) al Braugarten Forst a Merano e poi via verso il Reschenpass (suona meglio di Passo Resia!) per arrivare a Prutz. Quest’ultima cittadina è un covo di hotel, sicuramente non ho rischiato di rimanere senza un letto. Ne ho trovato uno abbastanza buono: übernachtung mit frühstück -ok, dai, la smetto: pernottamento e colazione-  a 28,50 €. Il posto si chiama Haus Marianne. La signora è della razza di Gertrude, è gentilissima, parla un po’ inglese, e la mattina ti racconta delle cose incomprensibili in tedesco, e dice che la mia motocicletta luccica ed è bella, sembra nuova! Ahhh che bello il risveglio in Austria :D pago, stretta di mano, mi dice buon viaggio e di stare attento che sul Kaunertaler è freddo.

 

SECONDO GIORNO [mappa]

Seh, freddo, lei non sa che ho i pantaloni fighissimi della REV IT e la giacca DAINESE con IMBOTTITURA INVERNALE e pile della QUECHUA (piu’ un altro pile in valigia)! Cosa vuoi, aver freddo?
Si cazzo, avevo freddo e avevo anche i jeans sotto i pantaloni. Nella vallata per arrivare al ghiacciaio c’era un’ombra assassina: alle 9/10 di mattina il sole non si vede proprio fino ai 2000 mt. C’era neve. Tanta neve. Banchi di nebbia. Lavori in corso. Un disastro. Ho pensato di fermarmi per mettermi altra roba e imbottirmi AL MASSIMO, ma ad un certo punto la strada migliora e lo spettacolo di tutti quei monti innevati mi ha aiutato a proseguire senza problemi. Tutto diventa emozionante curva dopo curva. C’erano dei tronchi con delle strane facce scolpite sopra, penso fosse la pubblicità di una grappa o roba così. In cima beh, in cima sembra di essere in cima al mondo, anche se sono “soltanto” 2750 mt (considerando però che Prutz è a circa 800 mt, non è male). Qualche foto e via verso la tappa più importante: il castello Neuschwanstein, più esattamente il ponte di Marienbrücke. Fatto costruire da Ludovico II di Baviera, è alto 90 metri e rende un’ottima visuale del castello, gran figata, è da vedere assolutamente. Sul ponte, troppi cinesi, tutti saliti col bus. Io ho preferito farmi la mezz’ora di camminata.  Con i valigioni GIVI sono riuscito a trasformarmi completamente da motociclista con stivali a esploratore/trekking con zaino e bottiglia d’acqua. Senza lasciare niente incustodito, tutto chiuso a chiave. Un pò in ritardo (c’erano cascate ponti e gole ogni 2 metri) proseguo per il resto del giro, e decido di fermarmi a Oberammergau. Cittadina un po’ troppo turistica, molti hotel sopra i 40 euro a notte. Mi fermo ad un incrocio completamente a caso per guardare la mappa e vedere se m’ero segnato qualche hotel in zona, ma un vecchietto vestito tedesco doc attira la mia attenzione. Seduto su una sedia di legno, su un tavolo di legno, sta riparando un cassetto, di legno. E mi guarda col martello in mano. Di legno. Il martello. Guardo intorno e sembra proprio un’hotel. Cerco di parlare tedesco/inglese/italiano con scarsi risultati ma dopo un po’ capisce che cercavo una camera e risponde “NON LO SO”. E’ un figo di dio. E’ andato a controllare le chiavi perchè non si ricordava se aveva una camera libera o no :D
Mi piazza in una mansarda, niente male, arredamento un po’ strano, c’era un orologio con le lancette che giravano al contrario. Particolare. Lui è Anton Zwink. 32 euro per notte e colazione. Cena favolosa al Gasthof Zur Rose, personale gentilissimo che parla benissimo inglese, gente di tutti i tipi, c’erano francesi, tedeschi, olandesi, operai con i pantaloni ciussi, insomma, non mi sono sentito per niente a disagio.

 

TERZO GIORNO [mappa]

Giorno dedicato completamente alla traversata da ovest a est, sempre sul confine tra Austria e Germania, seguendo a grandi linee la Deutsche Alpenstraße. Niente di eccessivamente interessante se non i panorami:
-stupenda la stradina che passa per Altlach, sul lago Walchensee (3 euro, bastardi!)
-laghi Weitsee – Mittersee – Lödensee  dove ho incontrato due simpatici tedeschi che pranzavano al sacco insieme a me, mi hanno offerto dell’uva (epico: “Italien! Uva!”)
-la zona di Berchtesgaden per la Kehlsteinhaus (già visitata nel primo giro, ho skippato)
-la  Rossfeld Panoramastraße (3,50 euro, totalmente meritati)
Dall’anello della strada di Rossfeld “esco” a Oberau per andare verso Hallein, poi tutta giù evitando l’autostrada, Radstadt e Mauterndorf, dove mi fermo per la notte.
In quel paese non c’è niente. E’ vuoto. Un pub delle dimensioni di un piadinaro e 2 massimo 3 hotel “usabili”(gli altri o erano nascosti o erano palesemente lussuosi). Sono capitato nell’Hotel-Gasthof Weitgasser, parlano benissimo l’italiano, parcheggio per le moto al coperto, ed essendo Gasthof  (che vuol dire tipo “locanda”) ha anche il ristorante. 33 euro a notte con colazione a volontà. Durante la cena vedo due tedeschi che mi indicano sollevando i boccali “Italien! Motorrad! Ahah!”. Così decido di partire all’attacco: ho trovato un mazzo di carte da poker e gli ho spiegato in inglese: vi faccio un gioco di carte, se vi piace mi offrite un grappino, ma sti bastardi hanno VOLUTO il gioco di carte ma non hanno PAGATO un cazzo. Stronzi.
Comunque stanza e bagno favolosi, tenuti benissimo, sarei rimasto lì a vita. Svegliarsi la mattina per andarsene è stato un trauma.

 

QUARTO GIORNO [mappa]

Ultimo pezzo: Nockalmstraße da sud verso nord (l’ho letto da qualche parte sul sito di Gattostanco). Per arrivarci sono passato da Predlitz, Turrach, Unter-Winkl: stradina gratuita e favolosa. L’ingresso alla Nockalm costa 8 euro e sono abbastanza meritati. La strada è molto veloce, larga, tenuta bene, non ho avuto problemi a passare bus e i camper. Peccato che insieme a me fosse entrata anche una carovana di macchine d’epoca: fotografi appostati in ogni buco, volevo fare delle foto al panorama ma NO, ERO IN MEZZO. Stronzi. In cima c’è una campana con qualche scritta strana che non ho compreso, ma è impossibile arrivare in cima e non suonarla, e dei tronchi intagliati con tantissime facce STRANISSIME (vedi foto/video). Tutta la strada NON E’ PRESENTE (o è seriamente scazzata) su Ovi Mappe, e a Innerkrems dovevo “uscire” e andare verso l’autostrada e invece mi sono “perso” tornando indietro verso Schonfeld. Per arrivarci ho fatto delle peripezie incredibili, c’erano delle strade DISTRUTTE. Quando mi sono accordo che dovevo tornare indietro, beh, s’è sentito il “DOH” per tutta la Nockalmstrabe.
Pranzo su una panchina al lago di Millstatt e poi giù verso a Hermagor. Inizio seriamente a deprimermi. Pieno fino all’orlo a Tropolach (la benza costava 1350/1400 contro i 1600/1650 dell’Italia) e dopo un grande respiro mi faccio il Naßfeld Pass, o Passo Pramollo, che porta in Italia. Mi perdo apposta sulla stradina di “Studena Alta” e giro a zonzo senza seguire il navigatore. Non ho voglia di tornare a casa. Purtroppo arrivo dalle parti di Pordenone e decido di prendere l’autostrada, iniziava a farsi un certo orario. Mi faccio tutta l’autostrada ai 100/110 no stop fino a casa.

 

CONSIDERAZIONI/CONSIGLI

-Non è vero che l’Austria è godibile solo nei mesi caldi: a fine Settembre è ancora girabile in moto, magari qualche problemino sopra i 1500 metri, ma niente di che (basta che non abbia appena nevicato)
- Le valigie laterali  sul V-Strom non sono troppo invasive durante la guida, basta mantenere un’andatura turistica. E sono dannatamente comode, direi anche un po’ esagerate per solo una persona. In due avrebbero decisamente più senso.
- In Austria ti trattano sempre come ospite, come benvenuto, si sforzano di parlare italiano, mentre in Germania sono un po’ più testardi. Ma non stronzi, quello mai.
- Gli hotel che portano nomi familiari sono di solito i più amichevoli ed economici. Ho notato molto la differenza tra quello di Anton Zwink e gli altri due: quando c’è un maschio a capo di tutto, è facile trovare qualche asciugamano in meno, una vite nel portacenere, un orologio che cammina al contrario, mentre in quelli che portano nomi femminili è tutto più lindo.
- Mediamente un pranzo o una cena dignitosi costano sui 10/15 euro, questa volta per risparmiare ho fatto il pranzo al sacco: comprando pane e affettato al Lidl/Despar, con 3,90 euro ho fatto 4 panini GIGANTESCHI e ne ho dovuto anche lasciare lì perchè ero pieno. Decisamente da valutare, insieme all’eventualità di una tenda per risparmiare a manetta.
- Farsi 4 giorni in solitaria non è il massimo [oddio, anche se equivale alla libertà quasi assoluta]. Ma anche aspettare che i compagni di viaggio non abbiano problemi di soldi o di ferie non è il massimo. Ad un certo punto, hard to say, ma è meglio partire senza gli eventuali compagni di viaggio, prima che si faccia natale.


set 10 2011

Sostituzione serratura Givi E36, E45, E52 Maxia

Ho da poco acquistato le due valigie laterali Givi E36 & Givi E45. Sì, le ho prese diverse, dal lato marmitta il telaio sporge di più, quindi ho optato per una valigia più piccola (info su http://www.stromtrooper.com/dl650-specific-wee-strom/34084-asymmetrical-givi-setup.html) e ovviamente mi sono arrivate con serrature diverse.

Dato che avevo ordinato anche un kit serratura (articolo Givi Z227, info qui), credevo che il negozio mi avesse già fatto il lavoro, e invece no, quando vado per portarmele a casa mi dicono”Ancora qualche giorno”. ANCORA QUALCHE.. COSA? NO. LE VOGLIO. SUBITO.

Così porto a casa il tutto e guardo questo nuovo oggetto sconosciuto. In effetti è un’operazione da 5 minuti e servono solo un paio di cacciaviti.

 

Passo 1: Rimuovere il blocco serratura.

Nelle E36/E45 c’è solo una vite:

Nel E52 Maxia sono 4 viti e tutto viene fuori facilmente, attenzione però alla rondella alla fine della molla nel pezzo rosso, se sta ferma è solo merito del grasso che ha messo la Givi.

 

Passo 2: Rimuovere il fermo.

Questo lascerà il “catenaccio” libero. Attenzione: ricordatevi il verso della chiave e il verso del catenaccio, è da reinstallare nello stesso modo.
Una volta rimosso, la serratura cascherà senza bisogno di spingere. L’anello di ferro potrebbe andare bene anche per la nuova serratura (mi sembra che siano tutte compatibili) ma ho preferito cambiarlo.

Attenzione per l’E52 Maxia: c’è una pallina (in basso a destra) tenuta spinta da una molla, e tende a schizzare via, fate attenzione

 

Passo 3: Sostituire l’anello, sostituire la serratura, rimettere il “catenaccio”, rimettere il fermo.

Controllate che ci sia lo spazio che permette al fermo di incastrarsi, se non c’è provate a girare la chiave, toglierla, rimetterla, sicuramente non è nella posizione giusta.

 

Passo 4: Rimontare il blocco serratura.

Nelle E36/E45 basta assicurarsi che la parte in metallo si infili nelle apposite scanalature. Nell’E52 Maxia basta riassemblare il tutto.

 

Un po’ di grasso nelle parti metalliche, collaudo, e via.


ago 29 2010

Timmelsjoch

E’ da un pò che volevo fare un salto in Austria, è da un po’ che volevo provare le borse laterali per il V-Strom, ma tra il lavoro e gli amici non motorizzati/non vogliosi di avventure, ho tentennato un po’ prima di decidere: ci vado da solo.

Partenza alle 7:30 da casa. La partenza in Romagna non è delle migliori: Argenta e Ferrara sono effettivamente “basse”, nebbione, nuvoloni, aria umida. Non molto incoraggiante come inizio. Sul Po, dentro al mio casco penso “finalmente fuori dalla romagna, sento già che in veneto è tutto piu’ bel..” polizia nascosta dietro ai supporti di ferro del ponte che stavo attraversando. Limite dei 30, facevo i 50/60. Vabbè. Speriamo bene. Che benvenuto di mmmerda.

Dopo Ferrara prendo la Transpolesana, tranquilla, gratuita. Mi fermo a prendere una PIZZETTA TONDA, 3,60 € per una pizzetta di plastica.

Mi siedo sul marciapiede a fianco della moto, apro gli stivaletti, mi accingo a mordere la PIZZETTA TONDA. All’inizio pensavo emettesse un fischio, tipo i cibi finti per far giocare i cani, ma con piacere scopro che è commestibile, e me la “godo” un euro alla volta. Ci sono tantissime famiglie, e arriva un pelino di solitudine.

A Verona fila megagalattica sulla “complanare”, facendo zig-zag con molta attenzione riesco a tenere un’andatura decente, provando un po’ di compassione per i poveri automobilisti. Autostrada della Serenissima, e via, fino a Bolzano Sud.

Qui la solitudine va a farsi benedire perchè so di essere vicino al Forst Braugarten. Con calma mi dirigo verso Lagundo, dove mi faccio fuori “Mix di würstel e salsicce alla griglia con patate fritte” e una birra media. Veramente fresca, tantè che ogni tanto si vede qualche omarino che porta un fusto dalla fabbrica al giardino, attraversando la strada.

Giretto a piedi su e giù, qualche foto, e via, si riparte verso la Val Passiria. Faccio qualche euro di benzina prima di iniziare la salita, per garantirmi l’arrivo a qualche paese austriaco. Al distributore incontro due tedeschi con un KTM che mi dicono qualcosa. Non so il tedesco, purtroppo. Mi indicano il distributore e fanno il segno della X, farfugliando “broken”. Dubito, è tutto a posto. Gli indico il cabinotto del self dove si mettono i soldi/il bancomat. Magari non sanno che esiste il Self Service. La moglie pastrocchia un’ora con i soldi poi mi guarda ridendo. Vabbè. Metto il mio bancomat, faccio benzina, e me ne vado, pensando che dovrei imparare il tedesco prima o poi. E che il bancomat è una gran bella invenzione. Spero che non mi abbiano preso per stronzo.

Non son riuscito a capire bene quando inizia effettivamente il Passo del Rombo (Timmelsjoch) perchè è tutta una salita (dai 300 metri di Merano ai 2500 del Passo del Rombo), di sicuro la parte finale è suggestiva, mi fermo spesso a fare foto.

In cima: fresco, tanti motociclisti, sculture strane, panorama mozzafiato.

Entro nel mini rifugio rompendo il rispettoso silenzio con gli stivali che battevano sul legno: sembravo uno sceriffo. Devo fare pipì, ma il bagno costa 30 centesimi, ed essendoci il pedaggio di 12 euro per attraversare il passo, decido che è veramente troppo e mi rifaccio usando un bosco austriaco come toilette.

Proseguo verso Solden e mi dirigo verso Kuthai, Sellrain per arrivare a Innsbruck tramite stradine secondarie (Sellraintal Landesstrasse). Stando dietro a bikers del luogo ho notato come siano rigorosi a rispettare i limiti dentro i centri abitati, ma, appena passato il cartello di fine paese, diventano dei pazzi scatenati. Ed è giusto così :D

Qualche mucca ogni tanto si metteva in mezzo alla strada guardandomi come se fossi io quello fuori posto, ma arrivava sempre un cagnolino che le spiegava che non doveva stare lì.


In teoria dovevo arrivare in hotel (a Fondo) alle 17, ma, tra le foto e le passeggiate, mi son ritrovato sul Brennero alle 18.30. Il GPS del mio Nokia E72 mi aveva già lasciato a piedi prima di Innsbruck e nella parte italiana del Brennero, forse per la conformazione della vallata. Quindi vado a caso, so che Fondo è “alla sinistra” di Bolzano e “sotto” Merano, quindi cerco di tornare a Merano, voltando nella direzione giusta all’altezza di Vipeteno. Pero’ ci sono due stradine, una ritorna a Merano dalla Val Passiria, l’altra va a Bolzano tramite il Passo Pennes.

Ovviamente ho preso quella del Passo Pennes, quindi dai 900 metri di Vipiteno sono arrivato ai 2200 del Pennes (altimetria, lol) per poi tornare giù fino a Bolzano. Al Pennes c’erano le nuvole che attraversavano la strada e un vento infernale, c’era solo un motore parcheggiato oltre il mio. Paesaggio: nuvole, sotto di me. Bellissimo.

Un po’ incazzato per aver fatto la strada lunga mi dirigo a Bolzano aprendoci un po’ in discesa, e passando da 400 mini-gallerie.

Finalmente, a Bolzano, il GPS riprende a funzionare, e mi segnala che mancano solo 30 km a Fondo. Esalto, ma sbagliandomi: un altro passo mi stava aspettando (e dopo 650 km la voglia era un po’ calata): il Passo della Mendola (1363 mt s.l.m.). Data la fame (erano le 20.45 circa) l’ho fatto a velocità un po’ sostenuta, non sono mai sceso sotto i 60/70 neanche in curva, e con le gomme che hanno 5 anni è veramente divertente.

Sento il mio collega, mi dice che a Fondo dopo le 20.30 è tutto chiuso. In effetti facendomi il Mendola, a Ruffrè era veramente TUTTO CHIUSO.  Non ho mai visto un paese così spento. Fortuna che ho trovato un carinissimo 2 stelle con pizzeria, Hotel Roen.

“Prego prego prego, si accomodi!”
“Vorrei una pizza Delicata”
“Non c’è la mozzarella nella Delicata, gliela mettiamo lo stesso?”
“Sì grazie”

… Sì, ce l’hanno messa lo stesso, ma non in fase di preparazione, hanno aggiunto DOPO dei pezzettini neanche del tutto fusi. Vabbè. Buona comunque.

Prima che riuscissi a mangiare la prima fetta la signora mi chiede se volevo l’olio piccante, gentilissima.
“No, grazie.”
Arriva un altro cameriere con l’olio piccante, la signora gli fa un gesto CATTIVISSIMO di NO, NON PORTARGLIELO, NON LO VUOLE, prima che raggiungesse il mio tavolo. La scenetta m’ha fatto tanta tenerezza, evidentemente hanno pochi clienti e volevano trattarmi bene (e ci sono riusciti).

Mi sento di consigliarlo per il paesaggio e per la gentilezza. Sono  dotati anche di parcheggio per le moto.

Dopo cena arrivo, finalmente, a Fondo, ho trovato l’hotel e il mio collega + morosa, e siamo usciti a farci quattro passi in paese. Tutto spento, solo la “balera” con i vecchietti che ballavano il liscio. Stupendo.


Doccia, stivali fuori dalla finestra, e buonanotte. Al risveglio, appena uscito dalla stanza, tutti, ma dico TUTTI, i clienti, le donne delle pulizie, il grande capo, TUTTI, ti dicono Buongiorno.  E’ stato bellissimo, in effetti l’hotel si chiama Bel Soggiorno non per niente. Ha il parcheggio per le moto, piscina con idromassaggio, balconi stupendi pieni di fiori.  Colazione+Una notte 36 euro. Decente.

Ritorno in compagnia, con calma. Pranzo in un bellissimo ristorante bavarese/birreria: Cornale. Bell’atmosfera anche se si sente la differenza rispetto al vero Nord.

Ed ecco il giro completo:

Visualizzazione ingrandita della mappa

NOTA: Google maps non vuole passare automaticamente per il Passo del Rombo, quindi incasina un po’ l’itinerario.Visualizzando la mappa ingrandita si possono comunque vedere i paesi principali.